Nico Cordola è cresciuto. Nico Cordola è un uomo maturo. 50 anni e non sentirli e senza Fiuggi, percarità. Maturo d'età, perchè l'ingenuità evergreen del ragazzo ingenuo di campagna gli è rimasta attaccata addosso. E in particolare il candore con cui guarda alle cose del mondo. Sta per compiere 25 anni di più o meno onorato servizio all'Apnea, la multinazionale germanica che vende mobili. Il fondatore Viko Mortensen è morto alla veneranda età di 100 e passa anni , dopo una vita dedicata al suo gioiello, l'Apnea, la sua azienda venditrice di mobili impacchettati e pronti al trasporto privato. Nico Cordola vi era entrato 25 anni fa con compiti di magazzinaggio. Compiti di magazzinaggio che con la sua laurea in Filosofia c'entrano come il cacio con la cioccolata. Ma tant'è, non gli avevano mica detto che la laurea in Filosofia gli avrebbe aperto le porte del paradiso dell'ogniscienza? Non gli avevano detto che sarebbe stato chiamato Dottore a destra e a manca e incutere rispetto sarebbero stati i due suoi cognomi nobiliari accanto al lumperproletario Cordola? Tante cose vengono dette e spoilerate dalla vulgata meridionalista piccolo-borghese che strombazza che il titolo è tutto nel nostro amato paese. Ma il nostro amato paese se n'è sempre sbattuto un amato conseguente, motivo per cui Nico Cordola era per tutti Nico e il Dottor davanti a nome e cognome si era consunto con l'andar del tempo e dei compiti lavorativi di bassa forza, come avrebbe detto il buon Bukowski in qualcuno dei suoi libri letti dal Cordola medesimo in qualcuna di quelle stanze ammobiliate in case dai corridoi lungi e doppi bagni dove per recarvicisi dovevi fare lo slalom tra le siringhe di siciliani in trasferta non si sa fino a quando. Eppure Bukowski gli aveva salvato la vita. Prenderla a ridere mentre stai affondando nel mare della tua ingenua sensibilità di ragazzo che crede ancora che possa esistere una giustizia e se non quella almeno un merito riconosciuto, che saper fare qualcosa dovesse essere ben pagato e non messo in coda alla voce "opportunità disperse" nelle realtà commerciali e aziendali dove l'unico organo veramente importante era la lingua e le proprie funzioni a spatola, come i pesci pulitori. Era un mondo di pesci pulitori, leccaculi funzionali, e raccomandati di ferro da genitori che avevano brigato non poco per salire ai vertici della catena alimentare, foss'anche essendosi venduti a disprezzabili albanesi o turchi un negozio di alimentari divenuto magicamente e cacofonicamente una kebabberia.
Gli anni erano passati e il nostro eroe antieroe all'Apnea, aveva fatto di tutto, aveva lavorato dovunque: fatture, cassa, vendita di divani, piante e vasi, tappeti (dove s'era presa una bella ernia del disco e il direttore del personale gli aveva detto che se avesse accampato diritti sarebbe pure stato passibile di licenziamento , nel paese dello statuto dei lavoratori fatto a polpette di carta e sbrindellato in un cesso pubblico), e infine , con l'avvento di Internet e delle vendite online, con l'avvento dei nuovi padroni del mondo che il buon Crepet avrebbe chiamato "quei quattro scemi di Cupertino" (chiamali scemi), l'azienda gli aveva chiesto di lavorare online. Sempre in quel di Baranzate, s'intende, che il luogo fisico del supplizio lavorativo non sarebbe cambiato. Il mondo era cambiato, Viko Mortensen era morto omen nomen. E la sua azienda era finita in mano a dei manager superlaureati e plurimasterizzati che trascorrevano il loro tempo a lanciare freccette in ufficio , davanti ad un pc portatile di ultima generazione di solito aperto su siti di escort e affini. Tanto dopo la crisi del '29 e quelle del '93 e il succedersi di crisi ormai annuali, si era capito che studiare economia non serviva a prevedere il futuro e che gli speculatori di borsa, le nuove mafie formatesi sui videogiochi nei Bar cinesi governavano il mondo. E i manager delle rampollesche famiglie della buona vecchia e nuova borghesia settentrionale, integrata a bocconiani dai genitori sudisti espogliatisi di terre bracciantili pur di aver i propri figli "account manager", che nemmeno sapevano che significasse-ma era bello dirlo alle cene con amici negli antichi palazzotti del Sud decadente e decaduto, mentre servivano pasti lucullianamente estorti all'erario pubblico ai propri commercialisti tramite evasioni legallizzate, classica partita di giro-insomma, navigavano a vista, licenziando signori e signore di mezz'età senza il minimo scrupolo.Per avercelo , uno scrupolo, oltre che disporne del significato, avrebbero dovuto essere educati al possesso, ma non se ne parlava. In attesa di fare i duri e puri e mandare orde si mezz'età in giro con scatoloni di niente fuori da uffici e affini d'aziende, si inventavano delle cose per tirarla avanti, perchè la cattiva stampa e le aziende che mandano a casa padri di famiglia dopo trent'anni che non riassumerebbero neanche alla nettezza urbana, con tutto il rispetto per la nettezze e per l'urbana, non facevano marketing. E all'Apnea , questi tizi di cui sopra, si erano inventati le vendite online. Già, l'Amazon del mobile. Ma che meravigliosa genialata. E dovendo togliere dai negozi una molteplicità di lavoratori anziani, brizzolati, sciancati dopo anni di lavori di magazzinaggio quando si faceva tutto a mano e non con macchinari elettrici, quando la merce la scaricavi a mano e non con questi mezzucci da mezze seghe che indossano guantini come da chirurgo, donne in meno pausa e problematiche che non riuscivano (e vorrei vedere) a gestire Sabati e Domeniche e Santi Stefano e Pasquette di negozi aperti pieni ad libitum di processioni umane di miss e misters "non so che cazzo fare oggi vado al Centro Commerciale", cosa si erano inventati di meglio se non di piazzare un pò di questi vegliardi nel lavoro online? Ebbene anche Nico, poco più che cinquantenne, che brizzolato lo era da quando aveva da poco superato i 40, era stato selezionato per far parte di questo gruppo di pionieri che avrebbe dovuto far concorrenza nientepopodimeno che ad Amazon, l'impero delle vendite online.
Nessun commento:
Posta un commento