sabato 15 febbraio 2020

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Durante il colloquio di lavoro per il lavoro online, Nico aveva volato basso. E l'aveva passato senza colpo ferire. Tanto dai negozi si dovevano togliere "i brizzolati", quelli che davano un idea di vecchiume, si doveva imporre una sorta di maquillage, cambiare il trucco, facce nuove e giovani che dovevano dare un'immagine dinamica. Faceva nulla se erano troppo giovani, troppo inesperti, troppo green e se during the week, dal lunedì al venerdì, i clienti medi dei negozi erano attempati pensionati o commercianti chiusi un giorno taldeitali della settimana e che avrebbero preferito affidarsi a qualche più rassicurante commesso usato sicuro. E che con dei giovani poco più che ventenni, oltre che provare diffidenza e girate di zebedei non potevano non procurarsi. Fa nulla. Quando l'ordine viene dall'alto, a cascata, tutti eseguono. E più alto sei nella gerarchia, meno devi mettere in discussione. Per difendere stipendio, mutui e famiglie, l'etica restava nicomachea e aristotelica e stampata sui libri, in definitiva un concetto men che mai astratto.

Il primo giorno di lavoro, in quest'auletta piena zeppa di scrivanie e computer, si svolgeva il corso di formazione. Lo tenevano dei poco meno che trentenni plurilaureati e masterizzati che non avevano trovato di meglio che fare i nerd della situazione per un'azienda che vende mobili online. 
Giovani di buona famiglia , alcuni dei quali avevano buttato lauree umanistiche nella spazzatura riconvertendosi precipitosamente con dei masterini ad hoc da spendere in colloqui in aziende private, pena il disconoscimento familiare dello status di figli. Che già i genitori avevano investito non poco per farli studiare e non avrebbero sopportato di vederli disoccupati in coda a graduatorie di insegnamento o magari a tentar di fare gli scrittori, rinchiusi nei loro loculi case da piccoli borghesi. Dovevano fare la scalata e giustificare gli onorari familiarmente usufruiti mettendoli a frutto. Che pareva brutto che i genitori non potessero vantarsi con parenti e affini di non avere un giglio nemmeno "project manager". Laddove il termine manager fungeva da spoletta per il godimento tirainvidia dei borghesi piccoli piccoli della Brianza e del Pavese. Leggessero pure i propri figli di Nietzsche e contorni, ma nel tempo libero. Faceva nulla se il lavoro che facevano poteva essere svolto da bonobo allevati in cattività ( e non si capisce perchè in questo paese ci si debba laureare per lavorare in un call center), tanto la gente che cacchio ne sapeva di quel che faceva un "project manager?" Ma l'anglismo era bello, attizzava non poco, sempre spendibile nelle occasioni che contavano: con i parenti nelle feste comandate: se non altro giustificava l'assenza dei rampolli impegnati in lavori misteriosamente accattivanti , ma così accattivanti, che li dovevano svolgere persino a Natale e Santo Stefano.
Si lavorava con un computer, una cuffia microfonata, e si rispondeva al telefono. Si trattava di un lavoro di assistenza clienti, laddove invece era stato contrabbandato con l'affascinante lavoro di progettista di interni al fine della vendita diretta online. Ma di ciò neanche l'ombra. Ma Nico Cordola ingenuo per quanto fosse rimasto, lo immaginava. Certe sensazioni si acuiscono con l'esperienza e le fregaure in primis hanno sempre dei contorni rosa al centro di un grosso buco nero che risucchia tutto, speranze, antistress, tranquillità, prospettive future. Gli avevano riempito la testa, a Nico e colleghi che avevano "superato il colloquio", che il mondo online fosse il futuro e che Amazon aveva messo in crisi tutti i centri commerciali, mobilifici compresi. La verità è che gli esperti futurologi del marketing aziendale non sapevano nemmeno loro cosa sarebbe accaduto. Ma l'importante ra vendere bene le fregnacce a dirigenti e Amministratori Delegati. Fino al prossimo fallimento, dove ignari e incolpevoli avrebbero fatto le valigie per altre aziende novità del futuro. E tutti quelli che s'erano trascinati  dietro, pazienza, nel calderone delle naspi. Tanto chissenfregava se c'era papà stato che pagava? Che pagava le aziende private?

Le giornate passavano, e c'era da dire che l'orario, almeno quello era buono. Ma erano giornate pesanti, otto ore otto seduti, davanti ad un pc, con il caporale di turno che veniva tutti giorni da Olgiate Olona, dov'era il think tank di casa madre, che sorvegliava e ascoltava di nascosto le conversazioni con i clienti.
I clienti chiamavano per i più disparati motivi, ma perlopiù per i più disperati motivi. Non avevano ricevuto la merce, i montatori non erano ancora arrivati, o non sarebbero mai arrivati. E tu lì a mediare e tranquillizzare gente incazzata nera che aveva preso un permesso dal lavoro per assistere a trasporto e montaggio di armadi e cucine e quant'altro e nulla di tutto ciò era accaduto. Per vari motivi, errori nel programmare ordini, fornitori di servizi di trasporto e montaggio merci autentici negrieri con poche squadre che dovevano compiere più interventi nel corso della giornata , con spade di Damocle di penali qualora non riuscissero a completare il programma giornaliero. Ricapitolando: il clienti acquistavano sia  online, dal sito dell'Apnea, sia nei negozi e Nico e altri, sia in quel di Baranzate che in altre zone d'Italia- l'Apnea era pur sempre una multinazionale-dovevano fronteggiare la marea di clienti insoddisfatti che avevano pagato ma non avevano ricevuto la merce emen che meno nessuno gliel'aveva montata. Oppure erano arrivati i montatori ma non la merce. Un pò di tutto quel che succede quando avvii un processo di vendita , nel quale, tra sito e negozio, tutto sembrava perfetto , elegante e fico, per poi infrangersi contro il muro di fornitori che, nel paese ove tutti si lamentano ma la pizza il sabato sera e lo stadio la domenica, la gita al lago al mare o la settimana bianca non la saltano mica, nessuno vuol fare sti lavori di bassa lega. lavori pesanti e manuali. Tranne gli stranieri. Che in questo caso tornano utili, persino all'italiota medio razzista. Sia perchè questi lavori li fa, lo straniero, s'intende, sia perchè a volte li fa male ...e quindi giù improperi contro stranieri: rumeni, peruviani e neri, tutti nel calderone delle lamentele. E uno dei primi giorni Nico aveva dovuto fronteggiare una cliente insoddisfatta che si lamentava che i montatori, rumeni, sottolineava ad arte, erano in ritardo con il montaggio perchè erano andati a mangiare ! Ovviamente Nico , ingenuamente, aveva replicato, cara signora, che per caso è stato abolito il diritto del lavoro stanotte e non me ne sono accorto? E quando aveva aggiunto che per montare mobili ci volevano energie e che forse farlo senza mangiare non sarebbe stato un affare per nessuno, la tizia, candidamente e spudoratamente gli aveva dato del comunista di merda e gli aveva chiuso il telefono in faccia.

mercoledì 5 febbraio 2020

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Nico Cordola è cresciuto. Nico Cordola è un uomo maturo. 50 anni e non sentirli e senza Fiuggi, percarità. Maturo d'età, perchè l'ingenuità evergreen del ragazzo ingenuo di campagna gli è rimasta attaccata addosso. E in particolare il candore con cui guarda alle cose del mondo. Sta per compiere 25 anni di più o meno onorato servizio all'Apnea, la multinazionale germanica che vende mobili. Il fondatore Viko Mortensen è morto alla veneranda età di 100 e passa anni , dopo una vita dedicata al suo gioiello, l'Apnea, la sua azienda venditrice di  mobili impacchettati e pronti al trasporto privato. Nico Cordola vi era entrato 25 anni fa con compiti di magazzinaggio. Compiti di magazzinaggio che con la sua laurea in Filosofia c'entrano come il cacio con la cioccolata. Ma tant'è, non gli avevano mica detto che la laurea in Filosofia gli avrebbe aperto le porte del paradiso dell'ogniscienza? Non gli avevano detto che sarebbe stato chiamato Dottore a destra e a manca e incutere rispetto sarebbero stati i due suoi cognomi nobiliari accanto al lumperproletario Cordola? Tante cose vengono dette e spoilerate dalla vulgata meridionalista piccolo-borghese che strombazza che il titolo è tutto nel nostro amato paese. Ma il nostro amato paese se n'è sempre sbattuto un amato conseguente, motivo per cui Nico Cordola era per tutti Nico e il Dottor davanti a nome e cognome si era consunto con l'andar del tempo e dei compiti lavorativi di bassa forza, come avrebbe detto il buon Bukowski in qualcuno dei suoi libri letti dal Cordola medesimo in qualcuna di quelle stanze ammobiliate in case dai corridoi lungi e doppi bagni dove per recarvicisi dovevi fare lo slalom tra le siringhe di siciliani in trasferta non si sa fino a quando. Eppure Bukowski gli aveva salvato la vita. Prenderla a ridere mentre stai affondando nel mare della tua ingenua sensibilità di ragazzo che crede ancora che possa esistere una giustizia e se non quella almeno un merito riconosciuto, che saper fare qualcosa dovesse essere ben pagato e non messo in coda alla voce "opportunità disperse" nelle realtà commerciali e aziendali dove l'unico organo veramente importante era la lingua e le proprie funzioni a  spatola, come i pesci pulitori. Era un mondo di pesci pulitori, leccaculi funzionali, e raccomandati di ferro da genitori che avevano brigato non poco per salire ai vertici della catena alimentare, foss'anche essendosi venduti a disprezzabili albanesi o turchi un negozio di alimentari divenuto magicamente e cacofonicamente una kebabberia.

Gli anni erano passati e il nostro eroe antieroe all'Apnea, aveva fatto di tutto, aveva lavorato dovunque: fatture, cassa, vendita di divani, piante e vasi, tappeti (dove s'era presa una bella ernia del disco e il direttore del personale gli aveva detto che se avesse accampato diritti sarebbe pure stato passibile di licenziamento , nel paese dello statuto dei lavoratori fatto a polpette di carta e sbrindellato in un cesso pubblico), e infine , con l'avvento di Internet e delle vendite online, con l'avvento dei nuovi padroni del mondo che il buon Crepet avrebbe chiamato "quei quattro scemi di Cupertino" (chiamali scemi), l'azienda gli aveva chiesto di lavorare online. Sempre in quel di Baranzate, s'intende, che il luogo fisico del supplizio lavorativo non sarebbe cambiato. Il mondo era cambiato, Viko Mortensen era morto omen nomen. E la sua azienda era finita in mano a dei manager superlaureati e plurimasterizzati che trascorrevano il loro tempo a lanciare freccette in ufficio , davanti ad un pc portatile di ultima generazione di solito aperto su siti di escort e affini. Tanto dopo la crisi del '29 e quelle del '93 e il succedersi di crisi ormai annuali, si era capito che studiare economia non serviva a prevedere il futuro e che gli speculatori di borsa, le nuove mafie formatesi sui videogiochi nei Bar cinesi governavano il mondo. E i manager delle rampollesche famiglie della buona vecchia e nuova borghesia settentrionale, integrata a bocconiani dai genitori  sudisti espogliatisi di terre bracciantili pur di aver i propri figli "account manager", che nemmeno sapevano che significasse-ma era bello dirlo alle cene con amici negli antichi palazzotti del Sud decadente e decaduto, mentre servivano pasti lucullianamente estorti all'erario pubblico ai propri commercialisti tramite evasioni legallizzate, classica partita di giro-insomma, navigavano a vista, licenziando signori e signore di mezz'età senza il minimo scrupolo.Per avercelo , uno scrupolo, oltre che disporne del significato, avrebbero dovuto essere educati al possesso, ma non se ne parlava. In attesa di fare i duri e puri e mandare orde si mezz'età in giro con scatoloni di niente fuori da uffici e affini d'aziende, si inventavano delle cose per tirarla avanti, perchè la cattiva stampa e le aziende che mandano a casa padri di famiglia dopo trent'anni che non riassumerebbero neanche alla nettezza urbana, con tutto il rispetto per la nettezze e per l'urbana, non facevano marketing. E all'Apnea , questi tizi di cui sopra, si erano inventati le vendite online. Già, l'Amazon del mobile. Ma che meravigliosa genialata. E dovendo togliere dai negozi una molteplicità di lavoratori anziani, brizzolati, sciancati dopo anni di lavori di magazzinaggio quando si faceva tutto a mano e non con macchinari elettrici, quando la merce la scaricavi a mano e non con questi mezzucci da mezze seghe che indossano guantini come da chirurgo, donne in meno pausa e problematiche che non riuscivano (e vorrei vedere) a gestire Sabati e Domeniche e Santi Stefano e Pasquette di negozi aperti pieni ad libitum di processioni umane di miss e misters "non so che cazzo fare oggi vado al Centro Commerciale", cosa si erano inventati di meglio se non di piazzare un pò di questi vegliardi nel lavoro online? Ebbene anche Nico, poco più che cinquantenne, che brizzolato lo era da quando aveva da poco superato i 40, era stato selezionato per far parte di questo gruppo di pionieri che avrebbe dovuto far concorrenza nientepopodimeno che ad Amazon, l'impero delle vendite online.